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Visualizzazione post con etichetta Visualizzazione dell'aura. Mostra tutti i post
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Cos'è l'Akasha?

Akasha è una parola sanscrita derivante dalla radice verbale ākāś, che significa 'risplendere, illuminare, come la luce'.

L'Akasha è la Matrice dell'Universo, il Mysterium Magicum dal quale tutto ciò che esiste è nato per separazione o differenziazione.
Ė l’invisibile campo cosmico nel quale, e dal quale, sono generati tutti i corpi celesti, in cui essi esistono.
E' la sottile essenza soprasensibile, spirituale, che pervade tutto lo Spazio.
Poiché l'Akasha è di tipo estremamente tenue o immateriale, abbastanza spesso è genericamente considerata come la vacuità dello Spazio, cioè priva di materia; tuttavia, a dire il vero, l'Akasha è realmente il corpo spaziale dell’Universo, per cui è lo Spazio stesso manifestato.
Essenzialmente è il ‘corpo’ spirituale ed etereo dello Spazio Cosmico manifestato, il sottile ed etereo ‘fluido’ cosmico che pervade ogni Universo manifestato.

Cos'è l'aura?

L'aura è la manifestazione visiva del campo energetico di ogni essere vivente (pianta, animale, uomo).
Esistono anche Esseri di Luce, cioè di pura energia non materializzata, che è possibile visualizzare solo se si ha una certa pratica, esperienza e sensibilità nella visione delle auree.
Chi fosse intenzionat@ a capire quali sono i primi passi da compiere per sviluppare la capacità di visualizzazione dell'aura, può trovare degli articoli correlati nel blog sotto la voce di ricerca Visualizzazione dell'aura.

Prendendo in esame l'aura di una persona, essa si presenta come un alone attorno alla persona stessa e risulta suddivisa in vari strati, ciascuno di colore variabile da individuo ad individuo. La colorazione degli strati dell'aura dipende dall'umore e dallo stato fisico della persona stessa. Attorno ad un individuo sano, l'insieme di tali strati sembra una sorta di protezione, a forma pressoché ovoidale, mentre assume forme differenti per persone con malesseri fisici o problemi esistenziali.


Ogni strato dell'aura, che è un 'corpo' di specifiche vibrazioni energetiche, ha un proprio spessore e una propria densità, anch'essi variabili dallo stato psico-fisico dell'individuo stesso.
Quanto più lo spessore è grande, tanto più l'individuo manifesta buona salute, grande personalità e affermazione di sé nel contesto in cui è inserito.
Tutti gli strati dell'aura sono in relazione l'uno con l'altro: quindi, quel che succede o cambia in uno strato va ad influenzare anche gli altri strati.
Vediamo di seguito come sono definiti e quali sono le loro caratteristiche.

Terzo esercizio di visualizzazione dell'aura

Il terzo esercizio di visualizzazione dell'aura è in realtà il continuo del primo esercizio ed è per questo motivo che, se non avete visualizzato l'aura precedentemente, non potete procedere con l'esercizio descritto in questo post.

Quindi, ricreando lo stesso ambiente del primo esercizio e supposto di averlo superato con successo, vi trovate nella situazione in cui si vedono le auree di entrambe le mani.

Ora, voltate le mani in modo tale che i palmi siano rivolti verso il vostro viso e avvicinate le mani tra loro senza far toccare le dita, ponendo le dita di una mano orizzontalmente e in corrispondenza delle stesse dita dell'altra mano, considerando una distanza di circa 3-4 cm tra il dito medio della mano destra e quello della mano sinistra (come in figura, ma con mani leggermente più ravvicinate).



Cosa vedete?

Secondo esercizio di visualizzazione dell'aura

Il secondo esercizio di visualizzazione dell'aura consiste nell'osservare una pianta su uno sfondo monocolore.

Potrebbe trattarsi sia di una pianta d'appartamento, sia di un albero. A mio avviso, conviene esercitarsi su una pianta d'appartamento, perché così risulta più semplice la prova di visualizzazione.
La difficoltà di osservare l'aura di un albero sta nel fatto che i suoi rami e le sue foglie sono spesso in movimento sotto la spinta dal vento. In più, bisogna considerare come sfondo monocolore un cielo azzurro, sgombro da nuvole, e focalizzare l'attenzione sulle foglie, che sono il nostro oggetto di osservazione.
Si capisce quindi che una pianta d'appartamento su sfondo monocolore (possibilmente bianco), in una stanza ben illuminata, fa al caso nostro.

Come già detto nel primo esercizio, ogni volta che siete intenzionati a visualizzare l'aura, la prima operazione da eseguire è quella di porvi in uno stato di completo rilassamento.
Poi, osservate il contorno delle foglie della pianta e attendete che l'aura si manifesti ai vostri occhi.

Primo esercizio di visualizzazione dell'aura

Uno dei primi esercizi da poter eseguire per visualizzare l'aura è quello di guardare le vostre mani su uno sfondo di parete bianca, all'interno di una stanza in penombra.

Partiamo inizialmente con una sola mano.
Ponetevi in un ambiente con luce spenta ma in leggera penombra ed osservate sullo sfondo della parete bianca la vostra mano ferma.
Un ambiente adatto potrebbe essere una stanza all'oscuro con un po' di illuminazione proveniente dall'esterno, ad esempio da una finestra coperta con tenda che però lasci passare un filo di luce, oppure una lampada accesa ma coperta in modo tale da emettere una luce soffusa, e così via.
Tengo inoltre a precisare che la parete non deve essere necessariamente bianca, l'importante è che sia di un solo colore.

In uno stato di completo rilassamento, fermate lo sguardo sui contorni della vostra mano ferma e provate a vedere, senza sforzarvi, un alone attorno alle vostre dita. Dovrebbe essere una sorta di bagliore attorno alla mano, laddove tutto intorno vi è l'oscurità della stanza o dell'ambiente in cui vi trovate.
Alcuni di voi potrebbero anche discernere il colore di questo alone.

Come iniziare a percepire l'aura

Premetto che percepire l'aura è una capacità che tutti possono sviluppare, ma serve molto rilassamento e tanto esercizio.

Se non si è capaci di rilassarsi, difficilmente si possono ottenere dei risultati.

Per chi non fosse abituato al rilassamento, perché sostanzialmente ha sempre la testa pregna di mille pensieri, consiglio di iniziare a provare la pratica della meditazione. Essa abitua infatti al rilassamento mentale e fisico ed esistono corsi specifici (come quello di yoga, ad esempio) che permettono di usare la mente in maniera diversa, e cioé per calmarsi, per tranquillizzarsi, per benedire, e non solo per pensare affannosamente ai tanti doveri che impone la vita quotidiana. Lasciar riposare la mente, cullata tra le infinite percezioni, per stravolgere la propria consapevolezza di sé: a questo serve la meditazione.


Saper meditare porta a conoscenze superiori e a sviluppare capacità che ora non immaginiamo.
Seppur possa sembrare semplice, essere rilassati e meditare non rientra nelle abitudini quotidiane attuali e, quindi, non risulta un processo così immediato come si possa banalmente pensare. Sono necessari tempo e pratica, senza scoraggiarsi.